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Epigenetica e rischio cardiovascolare

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Le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale conseguenza dell’aterosclerosi, un processo cronico-degenerativo che, come dimostrato da importanti e numerose ricerche, ha le sue origini in età pediatrica, fin dall’età gestazionale. Ogni anno nell'Unione Europea si verificano 1,8 milioni di decessi e si spendono circa 210 miliardi di euro per malattie ed eventi cardiovascolari, che potrebbero essere ridotti dell'80% eliminando i fattori di rischio.

In Italia il tasso di mortalità per MCV è pari a 383 morti ogni 100 mila abitanti (Eurostat, Public health, 2013); ogni anno sono oltre 135 mila gli eventi coronarici acuti (infarti), e circa un terzo di questi ha un esito fatale. È stato evidenziato, inoltre, che chi ha avuto un primo infarto ha maggiori probabilità di rischio di averne un secondo. La possibilità di ricovero, infatti, entro i due anni dal primo evento coronarico acuto, è superiore al 60% dei casi e il 30% di questi è dovuto a una nuova sindrome coronarica acuta.

L’idea che i segni di aterosclerosi e le MCV siano clinicamente rilevanti solo durante l'età adulta e anziana è cambiata negli ultimi anni. Vi è crescente evidenza, infatti, che le malattie cronico degenerative dell’età adulta cominciano a formarsi nelle prime fasi dello sviluppo e della crescita.

Già dagli anni 80 del secolo scorso Barker ipotizzava che le più frequenti patologie dismetaboliche acquisite, tipiche dell’età adulta, sarebbero legate al fenomeno del “fetal programming”: nel caso in cui le capacità dell’unità materno-placentare non soddisfino le richieste del feto, i primitivi adattamenti di questo favorirebbero lo sviluppo di patologie quali l’ipertensione arteriosa, le malattie cardiovascolari e il diabete mellito tipo II (1,2).

Studi sperimentali e in vitro confermano che la crescita fetale è molto vulnerabile, soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza (3-5). Lo sviluppo della vita precoce è criticamente sensibile alla nutrizione inadeguata e ad altri fattori ambientali, portando a mutamenti permanenti nello sviluppo che possono influenzare la salute del nascituro a lungo termine (6). La crescita fetale è un processo complesso che dipende sia dal corredo genetico che dall'ambiente intrauterino. Un adeguato apporto nutritivo durante la gravidanza e l'allattamento è necessario per il normale sviluppo del feto/neonato.

E’ anche noto che l’ambiente, l’alimentazione e lo stile di vita peri-concezionale dei genitori possono creare effetti duraturi sulla salute della prole (7,8).

Fattori ambientali e genetici possono interagire già dall’età gestazionale provocando alterazioni epigenetiche che possono riprogrammare i geni metabolici in utero, dare origine a markers precoci di rischio cardiovascolare nel neonato/bambino e MCV nell’età adulta.

L’epigenetica rappresenta un fenomeno di alterata espressione fenotipica che si ha senza cambiamenti della sequenza nucleotidica; può interessare: la metilazione del DNA, le alterazioni degli istoni e dei microRNA (9).

La metilazione del DNA può essere influenzata dall’alimentazione, in particolare da nutrienti portatori di gruppi metilici come le vitamine e gli aminoacidi.

Gli istoni, ottameri di proteine basiche attorno a cui si avvolge il DNA in doppia elica, nelle code terminali possono andare incontro ad alterazioni enzimatiche.

I microRNA, il cui interesse è andato aumentando negli ultimi anni, sono piccole molecole endogene di RNA non codificante che contengono circa 22 nucleotidi. Sono implicati nell’eziopatogenesi di diverse malattie, soprattutto di quelle cronico-degenerative come l’aterosclerosi e quindi delle MCV (10-12).

Lo stress ossidativo, che si ha nell’eziopatogenesi dell’aterosclerosi, può portare a disfunzione endoteliale con attivazione cellulare sia piastrinica che monocitica e rilascio di sostanze pro-aterogene, pro-infiammatorie, vasocostrittrici e pro-ossidanti (13-15).

Recentemente sono state osservate alterazioni epigenetiche di alcuni microRNA in bambini ipercolesterolemici (16,17)

L’epigenetica è un paradigma chiave della salute riproduttiva. I modulatori epigenetici, attraverso le modificazioni epigenetiche, possono rimodellare la cromatina e dare origine a fenotipi alterati (18).

Il maschio, sottoposto a radiazioni ionizzanti, ad alcool, fumo e diete squilibrate, può andare incontro a modificazioni epigenetiche che alterano la morfo-funzionalità degli spermatozoi con ripercussioni negative sulla fecondazione, sull’embriogenesi, e, dopo la nascita, sul neonato e sull’adulto (19).

Ormai è scientificamente accertato che malattie della madre durante la gravidanza (sovrappeso, obesità e diabete), squilibri nutrizionali e alterati stili di vita (fumo, abuso di alcool, droga ecc.) pre-peri-concezionali, sia materni che paterni, possono dare origine ad un ritardo di crescita intrauterino (IUGR), ad una diminuita età gestazionale, ad un basso peso alla nascita e, infine, ad un’eccessiva crescita di recupero di peso in età precoce (il cosiddetto ‘adiposity rebound’), con sviluppo successivo di obesità, sindrome metabolica e aumento delle probabilità di andare incontro in futuro a malattie e neoplasie del fegato, diabete di tipo 2 e MCV (20-25).

I neonati, soprattutto se pretermine, sono particolarmente vulnerabili allo stress ossidativo perché presentano una produzione accelerata di radicali liberi dell’ossigeno (ROS) e la protezione limitata di antiossidanti, aumentando la suscettibilità alle MCV nelle età successive. La programmazione ossidativa di stress-mediato può agire direttamente attraverso la regolazione epigenetica del gene.

Lo stress ossidativo e gli squilibri nutrizionali sono considerati meccanismi importanti della programmazione e dello sviluppo di malattie cardiovascolari, che si manifestano dopo un lungo periodo asintomatico (26,27).

Recentemente è stato dimostrato che l'espressione di miR-155, miR-181a e miR-221 differisce nei bambini nati da donne obese rispetto ai bambini nati da donne di peso normale. I cambiamenti nell'espressione dei microRNA potrebbero partecipare alla programmazione epigenetica fetale dei disturbi metabolici nei bambini nati da donne obese (28).

Tra l’altro i nati da genitori obesi presentano alterata metilazione del DNA rispetto ai bambini nati da genitori normopeso. Lo stile di vita pre-concezionale dei genitori può causare, durante la gametogenesi e lo sviluppo precoce, effetti epigenetici transgenerazionali (29).

Un altro studio sperimentale, condotto su ratti, ha dimostrato che la dieta ricca in grassi e l’obesità della madre durante la gravidanza provocano alterazioni della metilazione del DNA e del microbioma intestinale predisponendo la prole all'infiammazione epatica e alla fibrogenesi che contribuiscono alla patogenesi della steatosi epatica non alcolica (NASH) (30).

È recente l’interesse per la nutrigenomica, il microbioma intestinale e l’epigenomica, la cui interazione, nel tempo, può dare origine a rischio cardiovascolare, attraverso metilazione e modificazioni epigenetiche, e alterazioni del metaboloma, lipidoma e proteoma (31).

Infatti i fattori di rischio gestazionali (aumento di peso, BMI, dieta, farmaci) influenzano il microbiota intestinale materno, con ripercussioni sul feto che, anche dopo la nascita, attraverso l’allattamento al seno, può subire ulteriori modifiche del suo microbioma. Si possono così porre le basi per la formazione, in futuro, di malattie metaboliche e autoimmuni (32).

L’interrelazione tra nutrizione materna e neonatale, microbiota intestinale ed epigenetica avviene durante i primi 1.000 giorni di vita (33).

L’alimentazione materna, pertanto, può influenzare lo stato epigenetico del genoma fetale che può persistere nell’età adulta. È stato inoltre dimostrato che una dieta a basso contenuto proteico è associata ad alterata metilazione prenatale del DNA dei geni coinvolti nel metabolismo dei lipidi (34,35).

 

L’ipercolesterolemia in gravidanza influenza il programming in utero e aumenta la suscettibilità all’aterosclerosi nelle età successive (36). Durante le prime fasi della gravidanza, l'ipercolesterolemia materna può dare origine a ipercolesterolemia, perossidazione lipidica e alterazioni dei geni aterogeni nel plasma fetale favorendo la formazione di lesioni aterosclerotiche primordiali a livello delle arterie del feto a causa dell’aumentato stress ossidativo (37).

 

E’ recente uno studio sperimentale condotto su ratti che dimostra come il diabete materno e l’iperglicemia fetale diano origine a diminuita sintesi di NO (NOS3) e ad inibizione di Notch 1, gene implicato nello sviluppo di numerose cellule e tessuti cardiaci, per cui si ha un alterato sviluppo del cuore e la formazione di cardiopatie congenite (38). L’iperglicemia fetale, associata al diabete materno, aumenta di 5 volte il rischio di MCV. Il diabete materno può influenzare l'espressione di geni critici di sviluppo cardiaco attraverso meccanismi epigenetici, suggerendo che i fattori ambientali possono agire in una popolazione geneticamente sensibilizzata (39,40).

L’esposizione alla caffeina durante l’embriogenesi inibisce l’espressione di enzimi chiave della metilazione del DNA e porta ad alterazioni cardiache morfo-funzionali come la cardiomiopatia ipertrofica e la cardiomiopatia dilatativa (41). In gravidanza l’assunzione di caffeina deve essere < 200 mg/die cioè due tazzine (il contenuto di caffeina/tazzina è ~ 85mg).

 

Diversi studi hanno dimostrato che un maggior consumo di sale può provocare alterazioni epigenetiche come il deficit di LSD1, una demetilasi istonica che si associa a vasocostrizione vasale, alterato rilascio di NO e ipertensione arteriosa (42).

Recentemente è stato anche dimostrato che l’eccessivo consumo di sale può promuovere l’autoimmunità indotta dalla demitilazione del DNA (43).

 

Il fumo in gravidanza e durante l’allattamento può provocare modificazioni epigenetiche con alterazioni organiche (riduzione dei nefroni), endocrine (obesità, diabete) e metaboliche (riduzione HDL colesterolo) (44-46).

Bambini nati da madri fumatrici, all’età di 5 anni mostrano aumento dell’ispessimento medio-intimale carotideo e riduzione della flussimetria mediata (indici subclinici di aterosclerosi) (47); danni questi che si possono avere anche con il fumo di terza mano (48).

Come tutti i fattori di rischio cardiovascolare fin qui trattati anche l’esposizione ad inquinanti ambientali (metalli pesanti, quali nichel, cadmio e arsenico e radiazioni ionizzanti o raggi ultravioletti), può dare origine a disfunzione endoteliale con alterazione della permeabilità, adesione e migrazione sotto-endoteliale leucocitaria e successiva formazione di cellule schiumose, primum movens dell’evoluzione aterosclerotica. Gli inquinanti ambientali possono avere effetti obesogeni, dare origine a ipometilazione del DNA, aumentare la rigidità carotidea e alterare l’espressione dei mir 222 implicati nell’infiammazione vasale (49-53).

 

Conclusioni

Le MCV hanno origine in età pediatrica.

Le modificazioni epigenetiche si possono avere già dall’età gestazionale.

È necessario promuovere e diffondere corrette abitudini di vita ed alimentari che possono avere ripercussioni positive sull’epigenetica.

La dieta mediterranea, prototipo di una sana alimentazione, ha effetti positivi sul diabete tipo 2 e sulla sindrome metabolica (54), che è più frequente nei bambini che hanno scarsa aderenza alla dieta mediterranea e all’attività fisica (55)

Lavori recenti hanno dimostrato che la dieta mediterranea può esercitare un benefico effetto sulla salute con la sua azione antiinfiammatoria mediata da meccanismi epigenetici (56). Ci sono forti prove che i cambiamenti epigenetici durante lo sviluppo fetale sono fattori chiave nella formazione della Sindrome Metabolica. Questi cambiamenti sono indotti dalla nutrizione materna, che influenza l'ambiente intra-uterino (57).

L'epigenetica svolge un ruolo importante nella regolazione del rischio cardiovascolare in età pediatrica.

 

I microRNA rappresentano utili biomarkers per identificare i bambini a rischio ed eventualmente sviluppare terapie innovative e interventi nutrizionali specifici per le MCV.

Studi clinici in fase 1 dimostrano che i microRNA possono costituire nuovi approcci terapeutici per il trattamento dell’ipercolesterolemia familiare (58,59).

 


 

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57- Lorite Mingot D, Gesteiro E, Bastida S, Sánchez-Muniz FJ

Epigenetic effects of the pregnancy Mediterranean diet adherence on the offspring metabolic syndrome markers.

J Physiol Biochem. 2017 Nov;73(4):495-510.

 

58- Amir Abbas Momtazi, Maciej Banach, Matteo Pirro, Evan A. Stein, Amirhossein Sahebkar.

MicroRNAs: New Therapeutic Targets for Familial Hypercholesterolemia?

Clinic Rev Allerg Immunol: May 2017 DOI 10.1007/s12016-017-8611-x

 

59- Kevin Fitzgerald, Suellen White, Anna Borodovsky, Brian R. Bettencourt, Andrew Strahs, Valerie Clausen, Peter Wijngaard, Jay D. Horton, Jorg Taubel, Ashley Brooks, Chamikara Fernando, Robert S. Kauffman, David Kallend, Akshay

Vaishnaw, and Amy Simon. A Highly Durable RNAi Therapeutic Inhibitor of

PCSK9 N Engl J Med 2017;376:41-51

 

 

Francesco Martino, Eliana Martino

Dipartimento di Pediatria e
Neuropsichiatria Infantile
Cardiologia Pediatrica

Policlinico Umberto I
“Sapienza” Università di Roma

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Gennaio 2018 17:05

La Fascia: una nuova chiave di lettura del dolore

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La Fascia: una nuova chiave di lettura del dolore

Dott.ssa Clara Fagioli

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una costante crescita dell’interesse della letteratura scientifica nei confronti del tessuto fasciale: gli studi che sono stati portati avanti ci hanno permesso di abbandonare la vecchia concezione di “Fascia” come organo inerte di rivestimento, attraverso l'approfondimento delle sue caratteristiche e funzioni.

Si è arrivati a definire la correlazione tra le Fasce muscolari e alcune fra le patologie più diffuse, prima per tutte la lombalgia che affligge circa 15 milioni di persone solo in Italia. Anche le tecniche manuali e le tecniche di diagnostica strumentale si stanno sviluppando orientate sempre di più in questa direzione.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Dicembre 2017 12:35 Leggi tutto...

L'importanza della doppia broncodilatazione nei pazienti BPCO

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La BPCO è una malattia in continua e costante espansione sia per quanto riguarda i casi accertati che per il numero dei decessi ad essa legati. Le autorità sanitarie e le società scientifiche di tutto il mondo registrano infatti un incremento costante e allarmante della malattia, per cui è indispensabile ogni sforzo mirato al controllo della medesima. Questa patologia, di grande rilevanza nel mondo industrializzato, conta nel mondo oltre 210 milioni di casi (© World Health Organization 2007), mentre in Italia la stima è di 3 milioni di malati, di cui oltre 60.000 in Ossigenoterapia a Lungo Termine (necessità di assunzione di Ossigeno per almeno 18 ore al dì) e circa 20.000 in ventiloterapia (ventilazione meccanica che fornisce aria arricchita di ossigeno mediante maschere facciali) . Si calcola che nel 2030 questa patologia sarà la III causa di morte nel mondo e che nel 2020 rappresenterà la V causa di disabilità e alterata qualità di vita.

L’andamento della BPCO è caratterizzato da riduzione del flusso espiratorio, air trapping, riacutizzazioni, creando iperinsufflazione che causa dispnea, ridotta tolleranza all’esercizio fisico, ridotta attività, scadente qualità di vita correlata allo stato di salute, progressione della malattia ed infine morte(1-2).

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Novembre 2017 11:38 Leggi tutto...

Radicali Liberi di Ossigeno: amici o nemici dell’invecchiamento?

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Si stima che nel 2060, circa il 30% della popolazione europea sarà costituito da ultraottuagenari. In un mondo che invecchia rapidamente, una delle principali sfide della ricerca biomedica è migliorare la qualità di vita dell’anziano e al contempo contenere la crescente spesa sociosanitaria dedicata alla gestione delle malattie geriatriche. Per esempio, il solo trattamento delle ulcere cutanee recidivanti, un problema tipico dell’anziano, costa ora ai sistemi sociosanitari europei circa il 2% dell’intero budget allocato, mentre negli USA il loro trattamento costa annualmente più di venticinque miliardi di dollari. Quindi, se da un lato l’aumento dell’aspettativa di vita nei paesi occidentalizzati può considerarsi un grande successo della medicina moderna, dall’altro lato, l’impennata di malattie geriatriche ad esso associato rischia di diventare il tallone d’Achille dei sistemi sociosanitari e assistenziali. La ricerca di soluzioni maggiormente efficaci e sostenibili alle problematiche dell’invecchiamento rappresenta dunque un obiettivo strategico fondamentale del programma di finanziamento alla ricerca scientifica “Horizon 2020” della Comunità Europea.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Luglio 2017 10:48 Leggi tutto...

Il cervello e la sua modificabilità

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Fino a non molti anni fa era opinione comune credere che il cervello, in quanto macchina straordinaria e altamente complessa, non fosse modificabile e le sue cellule, i neuroni, fossero destinati a una progressiva ma inesorabile morte, più accentuata dopo i venticinque anni. Finalmente, alle soglie del terzo millennio, si è confermato una volta per tutte che il sistema nervoso è in grado di modificare la propria struttura in risposta sia agli stimoli provenienti dall’organismo sia a quelli provenienti dall’ambiente esterno.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 14:09 Leggi tutto...

Carcinoma prostatico

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Nel corso degli anni ’90, nelle persone di sesso maschile dei paesi occidentali il carcinoma della prostata (CaP) ha progressivamente superato il cancro al polmone in termini di incidenza. Nel 2008 sono stati registrati in USA 190.000 nuovi casi di CaP con relativi 29.000 decessi.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 11:27 Leggi tutto...

Informazione facile. Una newsletter come strumento di riabilitazione

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Informazione facile (IF) è nata nel 2003 su impulso di un gruppo di lavoro formato da logopedisti, giornalisti, informatici ed è attuato in collaborazione con la S.C.U. di Audiologia e Foniatria dell'Università di Torino, ASO San Giovanni Battista di Torino.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 14:26 Leggi tutto...

L'esame del polso dall'oblio a un nuovo umanesimo

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“Vi è più di una saggezza e sono tutte necessarie al mondo: non è male che esse si alternino”
Marguerite Yourcenair. Memorie di Adriano.

Questo mio primo editoriale del 2011 inizia con un ossimoro: il futuro della medicina sta nel suo passato. In seguito, preciserò meglio questa asserzione e, in particolare, cercherò di analizzare i rapporti, le analogie e le differenze tra la medicina del XX secolo e quella del XXI e rilevare come dovrà operare il medico del prossimo domani.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:51 Leggi tutto...

Il disturbo da attacchi di panico nel quadro della collaborazione multidiscipinare

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Per attacco di panico si intende un preciso periodo di grave ansia durante il quale vi è l’insorgenza di apprensione, paura e terrore, associati spesso con la sensazione di catastrofe o morte imminente.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:52 Leggi tutto...

Aggressività e violenza - Recensione

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Analisi di un libro di scottante attualità

“Aggressività e violenza, fenomeni e dinamiche di un’epoca spaventata”
Guido Lazzarini, Luigi Bollani, Francesca Silvia Rota

Editore Franco Angeli, Milano, 2017 - link al sito

 

Nella realtà odierna, la paura che i cittadini del nostro Paese affrontano concerne sempre di meno il rischio di malattie, al punto che una parte consistente della popolazione è stata facilmente orientata a negare l’importanza della vaccinazione per la prevenzione delle patologie infettive che fino a cinquanta anni facevano molte migliaia di vittime all’anno. Peraltro, specie negli ultimi decenni, si ha sempre più paura dei furti, delle rapine, degli incidenti stradali, delle aggressioni sessuali, della guerra nucleare che potrebbe essere scatenata da dittatori dissennati e ancora più del terrorismo di matrice islamica e delle violenze apparentemente immotivate che si possono concretizzare negli ambienti di vita e di lavoro e persino nelle scuole.

Una paura, di cui la sanità ha ineluttabilmente il compito di occuparsi, in quanto assume non di rado i caratteri dell’angoscia di massa, costituendo quindi un fattore di rischio per lo stato di salute.

Nonostante l’opera degli organismi internazionali attivati dopo i due grandi conflitti mondiali del Novecento, il mondo contemporaneo è ben lontano dall’auspicato traguardo di diventare il regno della fratellanza e della solidarietà tra gli uomini. La pulsione aggressiva dell’uomo continua, infatti, a sfociare in atti di violenza, tanto più devastanti in quanto la tecnologia mette a disposizione delle Stati e dei singoli, mezzi sempre più distruttivi.

Lavorando su questo argomento un folto gruppo di studiosi, tra cui sociologi, statistici sociale, studiosi di varie branche dell’economia, psichiatri, psicologi ed operatori sanitari, hanno pubblicato le loro ricerche, nel volume sopraindicato, redatto a cura di Guido Lazzarini, sociologo, Luigi Bollani, statistico sociale e Francesca Rota specialista in geografia economica. Obbiettivo del volume, articolato in cinque parti, è quello di offrire una panoramica di come sentimenti di aggressività, abitualmente presenti nei vissuti individuali e in tutte le società, “possano crescere e degenerare in atti di violenza”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Dicembre 2017 12:35 Leggi tutto...

Intervista all’Avv. Gian Paolo Zanetta, direttore generale della Città della salute e della scienza di Torino

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Intervista all’Avv. Gian Paolo Zanetta, direttore generale della Città della salute e della scienza di Torino

A cura di Giuseppe Luciano

Questa intervista al Direttore generale della Città della salute e della scienza di Torino apre un programma di presentazione del profilo e dello stile professionale dei manager delle Aziende più interessanti del Servizio sanitario nazionale, nonché delle iniziative adottate per migliorare l’efficienza della loro gestione.

La Città della Salute e della Scienza di Torino è il polo sanitario più grande a livello nazionale ed europeo, contando oltre diecimila dipendenti e garantendo diagnosi, cura e assistenza sanitaria di terzo livello in molteplici percorsi di cura, con approcci multidisciplinari che assicurino cure appropriate e altamente qualificate. Come è noto, con i suoi molteplici presidi ospedalieri di riferimento regionale (Molinette, San Lazzaro - ospedale San Giovanni antica sede, CTO - istituto chirurgico Maria Adelaide, Ospedale infantile Regina Margherita, ospedale osterico-ginecologico Sant’Anna), grazie anche all’apporto della facoltà universitaria di Medicina e Chirurgia di Torino, costituisce un’Azienda sanitaria competitiva a livello europeo, anche nel campo della ricerca.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Dicembre 2017 12:40 Leggi tutto...

I nuovi glucometri nella personalizzazione della cura del diabete

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Felice Strollo1, Giovanna Strollo2

1 Istituto San Raffaele Termini, Roma; 2 Ospedale FBF San Pietro, Roma

 

Il monitoraggio glicemico, come affermano tutte le società diabetologiche, non è solo un metodo utile a conoscere i valori circolanti del glucosio ma anche - e soprattutto - un elemento fondamentale della cura. L’analisi del diario giornaliero delle misurazioni eseguite ad orari opportunamente prefissati, infatti, consente al paziente di adattare la terapia al proprio stile di vita e al diabetologo di sfruttare la visita periodica di controllo per rendere il paziente più partecipe, consapevole e attivo nella gestione quotidiana della patologia. 
La misurazione sfrutta la reazione di ossidazione del glucosio basandosi su due metodi alternativi, glucosio-ossidasi o glucosio-deidrogenasi: la velocità di tale reazione risulta proporzionale alla concentrazione di glucosio nel sangue e l’accoppiamento del dato elettrico alla lettura emato-chimica fornisce il risultato finale.

Nel tempo si è assistito a un progressivo miglioramento tecnologico degli strumenti, con lo sviluppo di dispositivi sempre più affidabili, pratici e facili da usare: così, dai primi misuratori degli anni '70, basati su una striscia reattiva che modificava il colore in proporzione alla reazione del glucosio del sangue con la glucosio-ossidasi presente nella striscia stessa, si è passati ad apparecchi elettrici per effettuare una lettura colorimetrica strumentale sempre più miniaturizzati. Ora poi i glucometri, oltre ad assumere dimensioni molto piccole, sono divenuti maneggevoli, sono dotati di connessione al computer per la gestione dei dati e a volte presentano degli optional particolari, come un display colorato, elevata dimensione dei caratteri per una lettura semplificata e addirittura la possibilità di allarmi acustici e di comunicazione del risultato in lingua attraverso un piccolo altoparlante incorporato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Ottobre 2017 14:38 Leggi tutto...

Il primo soccorso va a Scuola grazie alla Calabria

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In classe si potrà insegnare a salvare persone: la norma con i decreti attuativi è stata inserita nella riforma. Pieno successo dell’onlus “Un messaggio per la vita” presieduta da Enzo Natale

Ma, alla fine, utile a rendere più moderna e funzionale l’offerta formativa per milioni di studenti italiani. Il cosiddetto “decreto Buona scuola” che, a luglio, è stato tramutato in legge, ha trovato la sua piena attuazione con l’approvazione dei Decreti Attuativi. Ha portato con sé anche diversi elementi estremamente positivi. La battaglia intrapresa nel 2005 dalla Faculty dell’onlus “Un messaggio per la vita”, presieduta dal dottore Enzo Natale - primario del reparto di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia - ha infatti trovato l’epilogo migliore che si potesse immaginare: nel decreto è stata inclusa la possibilità, facoltativa, di introdurre nelle scuole italiane l’insegnamento delle tecniche di primo soccorso. Agli studenti, cioè, verrà insegnato a praticare un massaggio cardiaco e ad effettuare con determinazione le corrette e tempestive manovre sanitarie che consentano, anche in regime di emergenza, di salvare vite umane. È proprio nella primissima fase in cui si presenta una patologia traumatica che si gioca la sfida della vita: il tempo in cui viene effettuato un massaggio cardiaco innalza di molto la possibilità di assicurare la sopravvivenza di un paziente (almeno il 30 per cento in più!). Ecco perché la battaglia decennale intrapresa e vinta dall’associazione che il dottore Natale presiede insieme al professor Mario Balzanelli merita la massima considerazione e condivisione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Luglio 2017 10:48 Leggi tutto...

Alcuni tristi pensieri sulla Medicina Difensiva: paura o alibi? La Carta di Saint Vincent

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Si è registrata negli anni recenti in Italia una situazione che deriva dalla massificazione della medicina che ha, in parte, perso la sua funzione empatica e relazionale e, come logica conseguenza, dalla lievitazione di un contezioso tra medico e paziente. Il medico, specie se giovane e all’inizio della carriera, si è visto giudicato e sorvegliato costantemente dalla Magistratura, non sempre in modo sereno, realistico e obiettivo per il fatto oggi che l’errore nella prestazione sanitaria viene considerato inaccettabile in ragione degli sviluppi della scienza medica.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 10:31 Leggi tutto...

La moderna radioterapia nel paziente geriatrico

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L’assenza di studi prospettici sugli effetti dell’irradiazione riguardo a tolleranza, controllo locale e sopravvivenza relativamente alla popolazione anziana rende complicata la corretta definizione di linee guida e di tecniche radioterapiche specifiche per tale popolazione.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 16:27 Leggi tutto...

Novità tecnologiche in gastroenterologia

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Le malattie dell’apparato digerente rappresentano ancora un motivo di preoccupazione per il malato e un’enorme spesa per il sistema sanitario pubblico e quello assicurativo privato, nonostante gli importanti progressi effettuati in campo medico gastroenterologico. La prevenzione e la diagnosi precoce sono gli obiettivi della ricerca in gastroenterologia.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 14:26 Leggi tutto...

La formazione in medicina nel Sistema Universitario italiano: Medicina Interna e Geriatria

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La  revisione dell’ordinamento didattico del Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia (CLMeC, denominato LM-41) ha portato alla indicazione dettagliata degli obiettivi formativi più rilevanti del Settore Scientifico Disciplinare (SSD, denominato MED/09) che comprende medicina interna, geriatria, medicina d’urgenza e medicina generale. Tali indicazioni  dovevano tenere conto della realtà epidemiologica e demografica cioè dell’aumento progressivo delle persona anziane e della emergenza delle malattie croniche con conseguente disabilità e anche della strutturazione del sistema sanitario nazionale (SSN).

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2011 15:34 Leggi tutto...

Trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

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Trombosi venosa profonda (TVP) Quadro di obliterazione acuta dei vasi del circolo venoso profondo degli arti (prevalentemente inferiori) denominato in passato tromboflebite o flebotrombosi in rapporto alla rappresentazione della flogosi (tromboflebiti  prevalenza flogistica; flebotrombosi  predominanza del rallentamento del circolo venoso).

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:47 Leggi tutto...

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