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Articoli

L'importanza della doppia broncodilatazione nei pazienti BPCO

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La BPCO è una malattia in continua e costante espansione sia per quanto riguarda i casi accertati che per il numero dei decessi ad essa legati. Le autorità sanitarie e le società scientifiche di tutto il mondo registrano infatti un incremento costante e allarmante della malattia, per cui è indispensabile ogni sforzo mirato al controllo della medesima. Questa patologia, di grande rilevanza nel mondo industrializzato, conta nel mondo oltre 210 milioni di casi (© World Health Organization 2007), mentre in Italia la stima è di 3 milioni di malati, di cui oltre 60.000 in Ossigenoterapia a Lungo Termine (necessità di assunzione di Ossigeno per almeno 18 ore al dì) e circa 20.000 in ventiloterapia (ventilazione meccanica che fornisce aria arricchita di ossigeno mediante maschere facciali) . Si calcola che nel 2030 questa patologia sarà la III causa di morte nel mondo e che nel 2020 rappresenterà la V causa di disabilità e alterata qualità di vita.

L’andamento della BPCO è caratterizzato da riduzione del flusso espiratorio, air trapping, riacutizzazioni, creando iperinsufflazione che causa dispnea, ridotta tolleranza all’esercizio fisico, ridotta attività, scadente qualità di vita correlata allo stato di salute, progressione della malattia ed infine morte(1-2).

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Novembre 2017 11:38 Leggi tutto...

Aggressività e violenza - Recensione

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Analisi di un libro di scottante attualità

“Aggressività e violenza, fenomeni e dinamiche di un’epoca spaventata”
Guido Lazzarini, Luigi Bollani, Francesca Silvia Rota

Editore Franco Angeli, Milano, 2017 - link al sito

 

Nella realtà odierna, la paura che i cittadini del nostro Paese affrontano concerne sempre di meno il rischio di malattie, al punto che una parte consistente della popolazione è stata facilmente orientata a negare l’importanza della vaccinazione per la prevenzione delle patologie infettive che fino a cinquanta anni facevano molte migliaia di vittime all’anno. Peraltro, specie negli ultimi decenni, si ha sempre più paura dei furti, delle rapine, degli incidenti stradali, delle aggressioni sessuali, della guerra nucleare che potrebbe essere scatenata da dittatori dissennati e ancora più del terrorismo di matrice islamica e delle violenze apparentemente immotivate che si possono concretizzare negli ambienti di vita e di lavoro e persino nelle scuole.

Una paura, di cui la sanità ha ineluttabilmente il compito di occuparsi, in quanto assume non di rado i caratteri dell’angoscia di massa, costituendo quindi un fattore di rischio per lo stato di salute.

Nonostante l’opera degli organismi internazionali attivati dopo i due grandi conflitti mondiali del Novecento, il mondo contemporaneo è ben lontano dall’auspicato traguardo di diventare il regno della fratellanza e della solidarietà tra gli uomini. La pulsione aggressiva dell’uomo continua, infatti, a sfociare in atti di violenza, tanto più devastanti in quanto la tecnologia mette a disposizione delle Stati e dei singoli, mezzi sempre più distruttivi.

Lavorando su questo argomento un folto gruppo di studiosi, tra cui sociologi, statistici sociale, studiosi di varie branche dell’economia, psichiatri, psicologi ed operatori sanitari, hanno pubblicato le loro ricerche, nel volume sopraindicato, redatto a cura di Guido Lazzarini, sociologo, Luigi Bollani, statistico sociale e Francesca Rota specialista in geografia economica. Obbiettivo del volume, articolato in cinque parti, è quello di offrire una panoramica di come sentimenti di aggressività, abitualmente presenti nei vissuti individuali e in tutte le società, “possano crescere e degenerare in atti di violenza”.

Tra i contributi compresi nella prima sezione del volume, dedicata ad investigare l’origine dei comportamenti violenti, segnaliamo il capitolo di Guido Lazzarini in cui la violenza è letta alla luce dello sradicamento che si consuma tra il singolo individuo e la società (e il suo sistema di valori), al cui interno è inserito ma di cui non si sente parte attiva ed integrata. Il contributo dello psichiatra Giuseppe Luciano, dopo aver esposto il punto di vista delle più importanti discipline che hanno indagato scientificamente l’origine dell’aggressività umana, incentra la sua ricerca sui fattori neurobiologici, psicogenetici e psicosociali dei comportamenti violenti patologici, evidenziando come essi siano l’esito di un complesso insieme di concause. Adottando l’ottica della psicoanalisi lo psicologo Luciano Peirone, delinea alcune di queste cause evidenziando come il Male si radichi nell’inconscio dell’individuo esposto alla lotta tra Eros e Thanatos e come il suo superamento comporta talora un lungo e difficile percorso di elaborazione del proprio assetto mentale.

Nel proprio contributo, lo psichiatra e criminologo Giorgio Maria Bressa sottolinea la necessità di ridurre la violenza gratuita e feroce, muovendo dall’educazione al controllo dell’aggressività.

La seconda parte del volume si occupa dei casi in cui l’aggressività degenera in azioni violente condotte con l’uso delle armi. Il primo contributo di questa sezione, i cui autori sono Luigi Bollani e il sociologo Fabrizio Floris, è dedicato all’analisi del mercato nazionale ed internazionale delle armi. Nel contributo dato a questa Sezione, Luciano Peirone sottolinea come la violenza si faccia strada nell’Occidente post-moderno in quanto la società è sempre pi “liquida” e carente di riferimenti etico-normativi. A suo giudizio, all’origine delle contemporanee figure del terrorista estremo e del foreign fighter, componenti ideologiche, religiose e psicopatologiche si mescolano nell’ambito di un incontro/scontro fra civiltà. Francesca Silvia Rota, nel proprio contributo analizza le correlazioni tra le manifestazioni di violenza e le caratteristiche socio-economiche, culturali e territoriali dei luoghi in cui esse si concretizzano. In particolare per quanto riguarda le stragi nelle scuole americane, l’autrice interpreta questo fenomeno come il risultato di eventi che inducono negli attentatori “un sentimento di esclusione e di rifiuto”.

La terza Sezione del volume si apre con un saggio della sociologa Paola Lazzarini, che descrive le diverse forme di aggressione a cui oggi viene sottoposto dagli adulti il tempo del bambino. Nell’analisi di questa tema, l’autrice si avvale, oltre che della tradizione sociologica e dei concetti della nuova psicologia dell’età evolutiva, di alcune intuizioni originali tratte dalla propria esperienza di madre. Il contributo dello psicologo Andrea Dughera, analizzando i cambiamenti di vita portati dall’invecchiamento e dalle patologie ad esso correlate, esplora il rapporto tra aggressività e anziani. L’autore studia, in particolare, la violenza agita e subita dagli anziani che si trovano a vivere l’ultima parte della propria vita all’interno di istituzioni di cura e assistenza.

Nella quarta Sezione, Luigi Bollani e collaboratori descrivono i diversi modi in cui nel tempo la Natura è stata idealizzata. Oggetto di questo contributo sono anche le conseguenze che le modificazioni di questa percezione hanno determinato sullo stato dell’ambiente e la valutazione dei rischi ad esso connessi.

Nella quinta Sezione, dedicata prevalentemente alla gestione dell’aggressività e della violenza, la psicologa Elena Gerardi mostra come l’eccesso emozionale, di cui l’aggressività costituisce una delle manifestazioni più significative possa essere gestita mediante opportuni interventi di trattamento o prevenzione. Propone, in particolare, il metodo-tecnica del training autogeno. Lo psichiatra Vincenzo Prunelli, nel suo contributo, si occupa della pratica sportiva come strumento a disposizione di chiunque per contenere e convogliare in modo positivo le proprie tensioni interne. L’autore sottolinea come, affinché questa funzione positiva si realizzi, occorre che lo sport, soprattutto nell’età più giovane, sia insegnato nel modo giusto, senza costrizioni, manipolazioni e pressioni.

A conclusione dell’analisi del libro che vi ho segnalato, mi permetto di sottolineare una delle ragioni per cui, per noi medici, varrebbe la pena di leggerlo. Le ricerche raccolte nel volume potrebbero infatti consentirci di consolidare un aspetto particolare della consapevolezza del nostro ruolo di operatori al servizio del benessere fisico psichico e sociale dell’uomo. Si tratta della consapevolezza che, per mettere i nostri Pazienti al riparo dal rischio di violenze aggiuntive a quelle che comportano e patologie di cui soffrono, occorre che il personale sanitario sappia controllare adeguatamente la propria aggressività, anche nella quotidiana attività professionale.

 

Pino Luciano

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Ottobre 2017 11:47

Radicali Liberi di Ossigeno: amici o nemici dell’invecchiamento?

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Si stima che nel 2060, circa il 30% della popolazione europea sarà costituito da ultraottuagenari. In un mondo che invecchia rapidamente, una delle principali sfide della ricerca biomedica è migliorare la qualità di vita dell’anziano e al contempo contenere la crescente spesa sociosanitaria dedicata alla gestione delle malattie geriatriche. Per esempio, il solo trattamento delle ulcere cutanee recidivanti, un problema tipico dell’anziano, costa ora ai sistemi sociosanitari europei circa il 2% dell’intero budget allocato, mentre negli USA il loro trattamento costa annualmente più di venticinque miliardi di dollari. Quindi, se da un lato l’aumento dell’aspettativa di vita nei paesi occidentalizzati può considerarsi un grande successo della medicina moderna, dall’altro lato, l’impennata di malattie geriatriche ad esso associato rischia di diventare il tallone d’Achille dei sistemi sociosanitari e assistenziali. La ricerca di soluzioni maggiormente efficaci e sostenibili alle problematiche dell’invecchiamento rappresenta dunque un obiettivo strategico fondamentale del programma di finanziamento alla ricerca scientifica “Horizon 2020” della Comunità Europea.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Luglio 2017 10:48 Leggi tutto...

La terapia diuretica dell'edema

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I diuretici possono venire impiegati in svariate condizioni cliniche, tra le quali le più frequenti sono l’edema, gli squilibri idro-elettrolitici (ipo e ipernatremie, iperpotassiemie), gli squilibri acido-base (alcalosi respiratorie), le iper ed ipocalcemie, la paralisi periodica familiare.

In questo scritto ci occuperemo esclusivamente della terapia dell’edema.

 

DEFINIZIONE

L’edema consiste in un accumulo di liquido extracellulare in eccesso rispetto al valore normale, tale da determinare una imbibizione dei tessuti periferici riconoscibile clinicamente, ed un misurabile aumento del peso corporeo.

Ultimo aggiornamento Domenica 21 Febbraio 2016 17:47 Leggi tutto...

Alcuni tristi pensieri sulla Medicina Difensiva: paura o alibi? La Carta di Saint Vincent

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Si è registrata negli anni recenti in Italia una situazione che deriva dalla massificazione della medicina che ha, in parte, perso la sua funzione empatica e relazionale e, come logica conseguenza, dalla lievitazione di un contezioso tra medico e paziente. Il medico, specie se giovane e all’inizio della carriera, si è visto giudicato e sorvegliato costantemente dalla Magistratura, non sempre in modo sereno, realistico e obiettivo per il fatto oggi che l’errore nella prestazione sanitaria viene considerato inaccettabile in ragione degli sviluppi della scienza medica.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 10:31 Leggi tutto...

La moderna radioterapia nel paziente geriatrico

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L’assenza di studi prospettici sugli effetti dell’irradiazione riguardo a tolleranza, controllo locale e sopravvivenza relativamente alla popolazione anziana rende complicata la corretta definizione di linee guida e di tecniche radioterapiche specifiche per tale popolazione.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 16:27 Leggi tutto...

Novità tecnologiche in gastroenterologia

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Le malattie dell’apparato digerente rappresentano ancora un motivo di preoccupazione per il malato e un’enorme spesa per il sistema sanitario pubblico e quello assicurativo privato, nonostante gli importanti progressi effettuati in campo medico gastroenterologico. La prevenzione e la diagnosi precoce sono gli obiettivi della ricerca in gastroenterologia.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 14:26 Leggi tutto...

La formazione in medicina nel Sistema Universitario italiano: Medicina Interna e Geriatria

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La  revisione dell’ordinamento didattico del Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia (CLMeC, denominato LM-41) ha portato alla indicazione dettagliata degli obiettivi formativi più rilevanti del Settore Scientifico Disciplinare (SSD, denominato MED/09) che comprende medicina interna, geriatria, medicina d’urgenza e medicina generale. Tali indicazioni  dovevano tenere conto della realtà epidemiologica e demografica cioè dell’aumento progressivo delle persona anziane e della emergenza delle malattie croniche con conseguente disabilità e anche della strutturazione del sistema sanitario nazionale (SSN).

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2011 15:34 Leggi tutto...

Trombosi venosa profonda ed embolia polmonare

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Trombosi venosa profonda (TVP) Quadro di obliterazione acuta dei vasi del circolo venoso profondo degli arti (prevalentemente inferiori) denominato in passato tromboflebite o flebotrombosi in rapporto alla rappresentazione della flogosi (tromboflebiti  prevalenza flogistica; flebotrombosi  predominanza del rallentamento del circolo venoso).

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:47 Leggi tutto...

Ricordo di Carmine Macchione

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Ricordando Carmine Macchione

Quando un amico ci lascia restano i ricordi vivi, dolenti, struggenti, ma al tempo stesso anche carichi di affettuosa nostalgia e affettuosamente consolatori. E il nostro ricordo, caro Carmine, Melo per gli amici, ci riporta a quel caldo pomeriggio estivo quando, seduti attorno al tavolo del tuo salotto, dimostrasti un subitaneo interesse nei confronti del nostro libro Il sole della sera, accettando di scriverne l’introduzione.

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I nuovi glucometri nella personalizzazione della cura del diabete

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Felice Strollo1, Giovanna Strollo2

1 Istituto San Raffaele Termini, Roma; 2 Ospedale FBF San Pietro, Roma

 

Il monitoraggio glicemico, come affermano tutte le società diabetologiche, non è solo un metodo utile a conoscere i valori circolanti del glucosio ma anche - e soprattutto - un elemento fondamentale della cura. L’analisi del diario giornaliero delle misurazioni eseguite ad orari opportunamente prefissati, infatti, consente al paziente di adattare la terapia al proprio stile di vita e al diabetologo di sfruttare la visita periodica di controllo per rendere il paziente più partecipe, consapevole e attivo nella gestione quotidiana della patologia. 
La misurazione sfrutta la reazione di ossidazione del glucosio basandosi su due metodi alternativi, glucosio-ossidasi o glucosio-deidrogenasi: la velocità di tale reazione risulta proporzionale alla concentrazione di glucosio nel sangue e l’accoppiamento del dato elettrico alla lettura emato-chimica fornisce il risultato finale.

Nel tempo si è assistito a un progressivo miglioramento tecnologico degli strumenti, con lo sviluppo di dispositivi sempre più affidabili, pratici e facili da usare: così, dai primi misuratori degli anni '70, basati su una striscia reattiva che modificava il colore in proporzione alla reazione del glucosio del sangue con la glucosio-ossidasi presente nella striscia stessa, si è passati ad apparecchi elettrici per effettuare una lettura colorimetrica strumentale sempre più miniaturizzati. Ora poi i glucometri, oltre ad assumere dimensioni molto piccole, sono divenuti maneggevoli, sono dotati di connessione al computer per la gestione dei dati e a volte presentano degli optional particolari, come un display colorato, elevata dimensione dei caratteri per una lettura semplificata e addirittura la possibilità di allarmi acustici e di comunicazione del risultato in lingua attraverso un piccolo altoparlante incorporato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Ottobre 2017 14:38 Leggi tutto...

Il primo soccorso va a Scuola grazie alla Calabria

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In classe si potrà insegnare a salvare persone: la norma con i decreti attuativi è stata inserita nella riforma. Pieno successo dell’onlus “Un messaggio per la vita” presieduta da Enzo Natale

Ma, alla fine, utile a rendere più moderna e funzionale l’offerta formativa per milioni di studenti italiani. Il cosiddetto “decreto Buona scuola” che, a luglio, è stato tramutato in legge, ha trovato la sua piena attuazione con l’approvazione dei Decreti Attuativi. Ha portato con sé anche diversi elementi estremamente positivi. La battaglia intrapresa nel 2005 dalla Faculty dell’onlus “Un messaggio per la vita”, presieduta dal dottore Enzo Natale - primario del reparto di Medicina d’Urgenza e Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia - ha infatti trovato l’epilogo migliore che si potesse immaginare: nel decreto è stata inclusa la possibilità, facoltativa, di introdurre nelle scuole italiane l’insegnamento delle tecniche di primo soccorso. Agli studenti, cioè, verrà insegnato a praticare un massaggio cardiaco e ad effettuare con determinazione le corrette e tempestive manovre sanitarie che consentano, anche in regime di emergenza, di salvare vite umane. È proprio nella primissima fase in cui si presenta una patologia traumatica che si gioca la sfida della vita: il tempo in cui viene effettuato un massaggio cardiaco innalza di molto la possibilità di assicurare la sopravvivenza di un paziente (almeno il 30 per cento in più!). Ecco perché la battaglia decennale intrapresa e vinta dall’associazione che il dottore Natale presiede insieme al professor Mario Balzanelli merita la massima considerazione e condivisione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Luglio 2017 10:48 Leggi tutto...

Il cervello e la sua modificabilità

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Fino a non molti anni fa era opinione comune credere che il cervello, in quanto macchina straordinaria e altamente complessa, non fosse modificabile e le sue cellule, i neuroni, fossero destinati a una progressiva ma inesorabile morte, più accentuata dopo i venticinque anni. Finalmente, alle soglie del terzo millennio, si è confermato una volta per tutte che il sistema nervoso è in grado di modificare la propria struttura in risposta sia agli stimoli provenienti dall’organismo sia a quelli provenienti dall’ambiente esterno.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 14:09 Leggi tutto...

Carcinoma prostatico

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Nel corso degli anni ’90, nelle persone di sesso maschile dei paesi occidentali il carcinoma della prostata (CaP) ha progressivamente superato il cancro al polmone in termini di incidenza. Nel 2008 sono stati registrati in USA 190.000 nuovi casi di CaP con relativi 29.000 decessi.

Ultimo aggiornamento Domenica 04 Marzo 2012 11:27 Leggi tutto...

Informazione facile. Una newsletter come strumento di riabilitazione

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Informazione facile (IF) è nata nel 2003 su impulso di un gruppo di lavoro formato da logopedisti, giornalisti, informatici ed è attuato in collaborazione con la S.C.U. di Audiologia e Foniatria dell'Università di Torino, ASO San Giovanni Battista di Torino.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 14:26 Leggi tutto...

L'esame del polso dall'oblio a un nuovo umanesimo

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“Vi è più di una saggezza e sono tutte necessarie al mondo: non è male che esse si alternino”
Marguerite Yourcenair. Memorie di Adriano.

Questo mio primo editoriale del 2011 inizia con un ossimoro: il futuro della medicina sta nel suo passato. In seguito, preciserò meglio questa asserzione e, in particolare, cercherò di analizzare i rapporti, le analogie e le differenze tra la medicina del XX secolo e quella del XXI e rilevare come dovrà operare il medico del prossimo domani.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:51 Leggi tutto...

Il disturbo da attacchi di panico nel quadro della collaborazione multidiscipinare

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Per attacco di panico si intende un preciso periodo di grave ansia durante il quale vi è l’insorgenza di apprensione, paura e terrore, associati spesso con la sensazione di catastrofe o morte imminente.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2011 11:52 Leggi tutto...

Il Bergamotto: bene prezioso a tutela della salute

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È noto che consumare frutta e verdura rappresenta un comportamento utile per contrastare le malattie cardiovascolari e aiutare a prevenire il processo di invecchiamento e delle malattie età-correlate.

Tale affermazione, emerge dai numerosi studi epidemiologici condotti in tutto il mondo e la classe medica raccomanda, di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno con l’obiettivo di combatterne l’insorgenza. Questa consapevolezza è nozione acquisita dai più autorevoli testi di scienze della nutrizione i quali, ormai da diverso tempo, sottolineano l’importanza dei così detti “cibi funzionali” particolarmente ricchi di antiossidanti che risultano capaci di neutralizzare l’organismo dai radicali liberi e di difendere le cellule dallo stress ossidativo.

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